Cos’è la sindrome femoro-rotulea?

La sindrome femoro-rotulea è una patologia ortopedica molto comune che colpisce prevalentemente adolescenti e giovani adulti.

Viene classificata come patologia da sovraccarico funzionale ed è caratterizzata da dolore nel compartimento anteriore del ginocchio durante attività quali: 

  • Corsa 
  • Salti 
  • Salita o discesa di scale 
  • Posizione di accosciata (Squat)
  • Posizione seduta prolungata 

Questa patologia ha due forme: 

  • primaria, in cui c’è un’insorgenza graduale e insidiosa di dolore diffuso intorno alla rotula o “dietro” alla rotula. 
  • secondaria come conseguenza di altre patologie del ginocchio quali lussazioni/sublussazioni rotulee oppure lesioni articolari o legamentose del ginocchio quali lesioni del menisco o del legamento crociato anteriore.  

La sindrome femoro-rotulea colpisce principalmente adolescenti e giovani adulti, in particolar modo la prevalenza tra gli adolescenti è stata stimata tra il 7 e il 20%. 

Le ragazze sembrano essere più colpite rispetto ai maschi, mentre tra gli sport più a rischio di portare allo sviluppo di questa patologia ci sono gli sport che hanno carichi ripetitivi sul ginocchio come la corsa o il ciclismo. 

Sintomi della sindrome femoro-rotulea

Il sintomo principale è il dolore diffuso nella regione anteriore del ginocchio, solitamente localizzato in modo non puntiforme intorno alla rotula o subito al di sotto di essa. 

Fino al 60% dei pazienti che soffre di sindrome femoro-rotulea ha dolore quando mantiene una posizione seduta prolungata, segno conosciuto anche come “segno del cinema”.  

I sintomi sono solitamente associati a un sovraccarico, che è uno squilibrio tra il carico a cui viene sottoposto il ginocchio e la capacità di tollerare quel carico che aumenta con l’allenamento progressivo. 

L’insorgenza è quindi spesso legata al caricare troppo e troppo velocemente dopo aver caricato troppo poco per troppo tempo. 

Diagnosi della sindrome femoro-rotulea

La diagnosi è basata sulla presentazione clinica del paziente e su un’accurata diagnosi differenziali con le altre patologie che danno dolore anteriore di ginocchio. 

In questa ottica si utilizzano imaging quali radiografia e risonanza magnetica, per escludere la presenza di altre patologie quali:

  • condropatia femoro-rotulea,
  • tendinopatia del tendine rotuleo,
  • artrosi femoro-rotulea 
  • sindrome di Osgood-Schlatter  
  • instabilità rotulee 
  • sindrome di Sinding-Larssen 
  • patologie traumatiche 
  • patologie del Nervo Safeno e dei rami infrapatellari 

La diagnosi può essere guidata dall’esecuzione di alcuni test clinici quali: 

  • il test di compressione patellare
  • il segno di Clarke
  • lo step down che è in assoluto il test più sensibile 

Trattamento della sindrome femoro-rotulea

Il trattamento della sindrome femoro-rotulea è solitamente di tipo conservativo, con delle opzioni chirurgiche nei casi che non rispondono adeguatamente al trattamento conservativo. 

Per quanto riguarda il trattamento riabilitativo della sindrome femoro-rotulea si effettua una gestione multimodale e possono essere indicati diversi trattamenti di carattere riabilitativo quali: 

  • l’esercizio terapeutico, che prevede un rinforzo della muscolatura dell’arto inferiore con particolare enfasi nei confronti del quadricipite, dei muscoli postero-laterali dell’anca e del ripristino della mobilità del piede e della caviglia. 
  • L’educazione del paziente, con dei consigli per la gestione delle attività fisiche e per adottare delle strategie di gestione dei sintomi. 
  • Il taping della rotula, soprattutto per ridurre i sintomi nella fase acuta. 
  • L’adozione di plantari per la riduzione dei sintomi.
  • Terapia manuale con mobilizzazioni della rotula.
  • Terapie farmacologiche quali FANS per brevi periodi e solo per la riduzione dei sintomi. 
  • Terapie fisiche quali tecarterapia o laserterapia nelle prime fasi riabilitative. 

Il trattamento conservativo dovrebbe essere consigliato per un periodo di almeno 3 mesi, visto che la sindrome femoro-rotulea è caratterizzata da una durata dei sintomi molto lunga. 

Nei casi più gravi a livello di intensità o durata dei sintomi il chirurgo ortopedico può ritenere adeguato intervenire con delle terapie infiltrative o con la chirurgia. 

Per la terapia infilitrativa si possono utilizzare farmaci quali: 

  • Farmaci cortisonici 
  • Iniezioni di PRP (plasma ricco di proteine estratto dal sangue del paziente)
  • Acido ialuronico 

La chirurgia dovrebbe essere considerata come l’ultima risorsa nel trattamento della sindrome femoro-rotulea. In caso di ricorso all’intervento possono essere effettuati interventi di: 

  • Rilascio dei legamenti laterali del ginocchio 
  • Pulizia artroscopica del ginocchio 
  • Rimozione di frammenti cartilaginei con eventuali innesti
  • Riallineamento dell’articolazione femoro/rotulea in caso di instabilità

Prevenzione della sindrome femoro-rotulea

Per la prevenzione della sindrome femoro-rotulea possono essere effettuate diverse accortezze sia a livello di prevenzione primaria che secondaria. 

Soprattutto nella popolazione a rischio, quindi adolescenti e giovani adulti sportivi si possono adottare le seguenti strategie:

  • Corretta gestione dei carichi di allenamento
  • Esercizi di rinforzo rivolti a glutei e quadricipite
  • Valutazione dell’appoggio del piede tramite screening con baropodometria
  • Attenzione alla qualità dei movimenti evitando ad esempio un’eccessivo valgo di ginocchio

In caso di insorgenza iniziale dei sintomi è fondamentale invece una prevenzione secondaria rivolgendosi immediatamente ad un ortopedico per la diagnosi precoce che porta a una risoluzione dei sintomi più veloce.