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L’operazione di protesi di ginocchio è diventata, negli ultimi anni, uno degli interventi di chirurgia più diffusa. L’impianto protesico si è dimostrato risolutivo per il dolore al ginocchio causato da gonartrosi. In questo articolo conosceremo le cause, le tipologie e il trattamento per l’intervento di protesi al ginocchio.

 

Cos’è la protesi di ginocchio?

Si tratta di un dispositivo medico che viene impiantato in sede chirurgica, con il fine di sostituire la porzione articolare danneggiata. L’obiettivo dell’intervento di protesi del ginocchio è il miglioramento del dolore, della mobilità e soprattutto della funzionalità quotidiana.

 

Quali sono le cause della protesi di ginocchio?

I primi fattori che spingono all’impianto della protesi sono sicuramente i sintomi, i più comuni sono:

  • Dolore al ginocchio
  • Gonfiore
  • Perdita di mobilità
  • Scarsa funzionalità
  • Deficit deambulatori
  • Compromissione della qualità di vita

Ma cosa causa questo quadro sintomatologico?

Le cause più comuni sono:

  • Gonartrosi, al primo posto tra le patologie che conducono alla protesi. Si tratta di una patologia degenerativa, di natura infiammatoria, a carico della cartilagine del ginocchio. Il processo conduce verso il consumo completo della cartilagine e il conseguente attrito tra i capi articolari provocando i sintomi sopracitati.
  • Artrite reumatoide, è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca per errore l’organismo, provocando danni alle articolazioni. Si manifesta prima sulla membrana sinoviale e poi colpisce le componenti articolari conducendo, a volte, alla protesi per risolvere i sintomi.
  • Emofilia, che causa un’alterazione del recesso di coagulazione del sangue che, a sua volta, provoca danni articolari.
  • Fratture e gravi traumi del ginocchio, in cui l’unica soluzione è la sostituzione delle componenti ossee.
  • Deformità del ginocchio, che a lungo andare, per una disarmonica biomeccanica articolare, conducono a usura delle componenti articolari.

 

Quando è indicata la protesi di ginocchio?

La protesi di ginocchio è indicata quando i sintomi sono così importanti da limitare le normali attività di vita quotidiana.  Per questo l’intervento è frequente nei soggetti compresi tra i 60 e gli 80 anni, più colpiti dalle patologie sopraelencate. Nei pazienti giovani, invece, la protesi è molto rara perché si tende a scegliere la strada conservativa, per rimandare la protesi. Questo perché l’impianto non dura per sempre, va incontro a usura, e dopo un po’ di anni (10-20 circa) necessita di revisione, ciò significa che il paziente dovrà subire un altro intervento.

 

 

Quali tipi di protesi di ginocchio esistono?

Non esiste un unico modello di protesi di ginocchio, ma esistono diverse tipologie ognuna con caratteristiche anatomiche e di impianto differenti. Il chirurgo, in base a un attento studio preoperatorio, sceglie la tipologia più adatta al ginocchio su cui si deve intervenire.

I tipi di protesi sono molti e, con l’avanzare degli anni, si differenziano e specializzano sempre di più, per questo è utile raggrupparli in 4 macrotipologie, protesi:

  • Totale
  • Monocompartimentale
  • Cementata
  • Non cementata

 

Caratteristiche della protesi totale di ginocchio

La protesi totale di ginocchio è progettata per sostituire l’intera superficie articolare, nello specifico:

  • Tibia nella zona articolare
  • Epifisi distale del femore
  • Rotula, in alcuni casi

L’intervento chirurgico di protesi totale di ginocchio può essere semplificato in 4 passaggi:

  1. Preparazione delle superfici, in cui si esporta la cartilagine residua e si espone lo strato più superficiale dell’osso, per creare una base di appoggio stabile per la protesi
  2. Impianto delle componenti protesiche che rivestiranno le superfici articolari di tibia e femore
  3. Impianto della rotula, quando, e se, previsto
  4. Posizionamento dell’inserto in polietilene tra le componenti metalliche con la funzione di superficie di scorrimento.

Il chirurgo sceglie anche se asportare i legamenti crociati, se mantenerne solo uno o entrambi. L’ultima è la tecnica meno invasiva.

 

Caratteristiche della protesi monocompartimentale di ginocchio

La protesi monocompartimentale, anche detta parziale, è una tecnica meno invasiva che prevede la sostituzione di un solo lato dell’articolazione. Il processo artrosico e degenerativo della cartilagine non procede di pari passo su tutto il ginocchio, anzi  è spesso a carico di un solo compartimento. Per capire meglio a cosa ci riferiamo è utile sapere che il ginocchio è suddiviso nei compartimenti:

  • Femoro-rotuleo
  • Mediale, la zona interna del ginocchio
  • Laterale, la regione esterna

La protesi parziale prevede, appunto, la sostituzione di una sola di queste regioni con l’obiettivo di ricostruire le aree danneggiate e ricreare l’iniziale anatomia del ginocchio con annessa funzionalità. È un approccio meno invasivo che consente:

  • Tempi di recupero più rapidi
  • Minore impatto chirurgico
  • Sintomatologia post-intervento notevolmente ridotta.

La protesi monocompartimentale è indicata solo per pazienti idonei, in cui l’artrosi è concentrata in un solo compartimento del ginocchio.

 

Caratteristiche delle protesi di ginocchio cementate e non cementate

Tutte le protesi possono essere cementate o no, ci riferiamo al metodo con il quale l’impianto viene fissato all’osso.

Le protesi cementate prevedono l’utilizzo di una particolare pasta interposta tra osso e metallo, ciò permette una fissazione immediata e quindi tempi di recupero, relativamente, più brevi. La deambulazione è consentita quasi immediatamente e diminuiscono le complicanze relative all’immobilità. Tale metodo è consigliato a pazienti over 60 o a chi presenta deficit della qualità ossea.

La protesi non cementata, invece, non prevede l’utilizzo di cemento ma la fissazione avviene tramite la conformazione dell’impianto stesso. Questa protesi, infatti, ha una superficie ruvida capace di favorire la neoformazione di tessuto osseo sul punto di contatto, in modo da permettere la fissazione. Questo processo prevede tempi istologici precisi che allungano i tempi di recupero. Il paziente dovrà attendere la produzione di nuovo tessuto intorno alla protesi, i tempi riabilitativi sono più lunghi e la deambulazione consentita inizialmente solo con l’ausilio di stampelle, deambulatori o bastoni.

 

Come prepararsi all’intervento di protesi del ginocchio?

Dopo un’attenta valutazione obiettiva e delle indagini strumentali, lo specialista sceglie se percorrere la strada conservativa o chirurgica. Quando la scelta ricade, per quadro clinico, sulla protesi di ginocchio il paziente deve prepararsi all’intervento, sapere di cosa di tratta e conoscere il percorso che lo aspetta.

La preparazione all’intervento prevede:

  • Colloquio, in cui il medico fa un’anamnesi studiando lo stato di salute generico e venendo a conoscenza degli eventuali farmaci assunti, così da dare indicazioni su eventuali pause o modifiche del piano terapeutico. Altri elementi di interesse sono la storia clinica, le abitudini e gli obiettivi del paziente.
  • Esami diagnostici, RX e risonanza magnetica per definire la tipologia di protesi che sarà impiantata, che dovrà essere su misura.
  • Elettrocardiogramma per avere informazioni sulle condizioni cliniche cardiache
  • Fisioterapia preparatoria, per preparare, appunto, l’arto all’intervento stimolando articolarità, lunghezza muscolare e forza e migliorando propriocezione e fasi del passo, in modo da rendere il recupero post-chirurgico più rapido.

 

Cosa fare dopo l’intervento di protesi al ginocchio?

Il recupero post-operatorio può variare in base a diversi fattori, come l’età del paziente e la tipologia di intervento svolto.

Il paziente inizierà la riabilitazione subito dopo l’intervento e camminerà per un tempo variabile (3-6 settimane) con l’ausilio di stampelle o bastoni canadesi, per permettere la guarigione dei tessuti.

È importante fare fisioterapia con un percorso personalizzato e costante per tornare ad avere l’autonomia nelle attività di vita quotidiana. Gli obiettivi riabilitativi sono:

  • Controllo del dolore
  • Riduzione del gonfiore
  • Recupero della flessione e dell’estensione del ginocchio
  • Rinforzo muscolare
  • Miglioramento della propriocezione e dell’equilibrio
  • Educazione alle corrette fasi del passo.

La guarigione completa e il ritorno allo sport avviene dopo circa un anno, ovviamente molto prima, già dai tre mesi successivi all’intervento, il paziente avrà recuperato la massima autonomia.